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EDUCAZIONE DEI FIGLI: COME, QUANDO E PERCHE'
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Cesare Paperini. Voli all'alba. Piccola antologia italiana per la seconda elementare. pag. 35 S.E.I. 1951

BAMBINI, ADOLESCENTI E VIDEOGIOCHI
(da Medico & Bambino, 7/2003)

Solo 1 bambino su 3, nella fascia di età 3-14 anni, non fa uso di videogiochi o PC. Un'importante ricerca condotta su un campione di minori fra i 9 ed i 16 anni in 10 Paesi europei, tra cui l'Italia, indica in 4,15 ore al giorno la fruizione copmplessiva dei media (negli USA 6,32 ore).

Possibili conseguenze medico-psicologiche:

-psicologiche: i videogiochi possono essere promotori di tendenze aggressive, non solo a breve ma anche a lungo termine. La comparsa di "desensibilizzazione" alla violenza può comportare importanti cambiamenti nel tipo e nella qualità delle interazioni sociali.

-sistema nervoso: crisi convulsive correlate ai video giochi sono state segnalate fin dal 1981.I programmi con brillantezza superiore a 100 lux dovrebbero essere etichettati come potenzialmente pericolosi per i soggetti predisposti.

-problemi oculari: il lavoro oculare da vicino (nearwork), quale l'uso di computer e videogiochi ha influenza sulla miopia del bambino. Stesso discorso per l'astenopia (stanchezza visiva e dolore periorbitario).

-problemi muscolo-scheletrici: dorso-lombalgie, dolori agli arti superiori ed inferiori, al gomito da mouse, fino alla nintendonite (danno da forzo a mano e polso) ed alla hand-arm vibration syndrome (dovuta all'utilizzo di videogiochi con consolle vibranti).

-sovrappeso ed obesità: esiste un rapporto tra tempo passato tra videogiochi e TV ed aumento del Body Mass Index.

CONSIGLI PER ESSERE BUONI GENITORI


DECALOGO PER UNA PAPA', ovvero il decalogo che un bambino propone al suo papà

(da Un'ala di riserva di Antonio Mazzi, ed. Mondadori, 11,36 Euro)
 
GENITORI  ADORANTI  PER  PICCOLI  DEI
Genitori, avete mai pensato che la irrequietudine del vostra bambino possa non essere solo sana vivacità bensì ansia?

L'assenza di regole chiare e l'indulgenza che caratterizza sempre più frequentemente i rapporti familiari causano spesso danni durevoli all'educazione dei figli.
La maggior parte dei bambini che si rivolge a uno psicoterapeuta ha una struttura "onnipotente". A volte è sufficiente impartire un' educazione più rigida per evitare guai più seri. La ricetta è più semplice di quello che si pensi: regole chiare e precise che i bambini devono imparare a rispettare». 
Spesso invece un figlio è la parte più intima della nostra identità. Tutti vorremmo che al nostro bambino fossero risparmiate le delusioni e le frustrazioni che noi stessi abbiamo subito. lnoltre, attraverso le concessioni nei suoi confronti, appaghiamo in realtà la nostra parte più fragile ed esposta agli insulti del mondo esterno. In una società che chiede troppo agli adulti, essere "morbidi" con i bambini permette agli adulti di allentare tensioni sociali altrimenti insopportabili. I tempi frenetici della società sono intransigenti e non tengono conto delle esigenze private di maternità e paternità? Ecco allora, all'interno del nucleo familiare, la necessità di essere indulgenti, anche a costo di cadere in atteggiamenti eccessivi. E' un modo per esorcizzare le paure, per contenere il disagio, per arginare la fretta: i genitori rincasano tardi, non hanno tempo da sprecare con divieti e rimproveri.
Altro aspetto da considerare è il mutato ruolo del padre all'interno della famiglia. In passato era il padre a dire di no; oggi  invece i padri sono diventati permissivi, e si sono spostati venso un'area  "materna".
Nella famiglia frettolosa accade sempre più spesso che i bambini dormano nel lettone dei genitori. In alcuni casi,  si tratta di un espediente per evitare pianti notturni e  interruzioni del sonno di papà e mamma. Tuttavia questa non è una buona abitudine. In alcuni casi al bimbo viene concesso di dormire accanto alla madre, mentre il papà va a dormire in cameretta. Si itratta di un regime a volte difficile da modificare, che crea una confusione di ruoli. Infatti, dormire nel letto matrimoniale conferisce in un certo senso al bimbo anche i privilegi del padre. Per esempio il potere decisionale. Alcuni genitori che delegano al figlio unico decisioni importanti, come l'arrivo di un altro figlio. 
Il bambino è un'invenzione della modernità e della famiglia borghese. In passato esisteva soltanto il "non adulto", e veniva allevato insieme agli adulti, non aveva caratteristiche peculiari nè privilegi particolari. 
Purtroppo il bimbo onnipotente, si accorge ben presto che i suoi comportamenti aggressivi suscitano negli altri intolleranza e reazioni negative. Un figlio che venga allevato senza regole è disorientato, confuso: in altri termini, non si è mai scontrato con muri che gli permettano di costruirsi un adeguato senso di orientamento per muoversi nella vita.
Paradossalmente, se un' educazione autoritaria porta al massimo alla nevrosi, l'onnipotenza può avere conseguenze più gravi. 


 
 
A) SE IL FIGLIO E' VIOLENTO LA COLPA RICADE SUI GENITORI. 
Sentenza della Cassazione: sono colpevoli i genitori se il ragazzo è violento. "Mandarlo a scuola non basta". 
Se il figlio è violento la colpa ricade sui genitori. E questi non possono discolparsi affermando di aver offerto alla prole «una buona educazione», e, magari, « un buon avviamento al lavoro. Se ai ragazzi, in casa, non viene impartita "un’educazione sufficiente ad impostare una corretta vita di relazione in rapporto all’ambiente e alla loro personalità" la famiglia dovrà comunque "pagare i danni" , cioè rispondere, del loro comportamento violento. 
E’ il principio espresso dalla III sezione civile della Cassazione che ha ritenuto due genitori napoletani responsabili del comportamento del figlio. 
Secondo la Cassazione, la circostanza che il figlio abbia frequentato la scuola e sia avviato ad un mestiere non e' idonea ad escludere la colpa «in educando». Per evitare ogni responsabilità infatti, secondo la Cassazione, i genitori avrebbero dovuto piuttosto dimostrare di aver impartito al figlio un’ educazione normalmente sufficiente ad impostare una corretta vita di relazione in rapporto al suo ambiente, alle sue abitudini ed alla sua personalità. 
(dalla "REPUBBLICA" di GIOVEDI 28 AGOSTO 1997) 

B) A SCUOLA, VOSTRO FIGLIO E’ MALTRATTATO DAI COMPAGNI? 
(IN GENERE NE SONO VITTIME 5-6 BAMBINI PER CLASSE, MA 2 DI QUESTI SUBISCONO OGNI SORTA DI VESSAZIONI). 
ALLORA E’ POSSIBILE CHE RIFERISCA QUESTI SINTOMI: 
MAL DI PANCIA. In genere avvertito intorno all’ombelico. Di solito dura meno di mezz’ora. 
MAL DI TESTA. Il bambino racconta di sentire "girare la testa", o avverte "pesantezza" alla nuca, di pomeriggio o di sera. 
PIPI’ A LETTO. E’ talvolta  di origine psicologica. 
DISTURBI DEL SONNO. Può avere difficoltà ad addormentarsi alla sera o svegliarsi presto al mattino. Oppure verso l'alba, avere gli incubi. In questi casi, i genitori devono solo tranquillizzare e rassicurare il bambino. 
DISTURBI DEL COMPORTAMENTO. Il bambino diventa triste, silenzioso, si chiude in se stesso. Sono i sintomi della depressione. 

C) IL LINGUAGGIO DEI RAGAZZI DIVENTA SEMPRE PIU' POVERO. 
Molti giovani utilizzano 300-500 termini, contro le 2000-3000, caratteristici di una media cultura. Per questo può essere facile la tentazione di ricorrere alla violenza. 
Parlate e leggete a vostro figlio. Ampliate le spiegazioni con altre parole. Portatelo in ambienti nuovi, al fine di stimolare altri vocaboli. Anche nei suoi giochi, inserite altri "ambienti" per poter stimolare altri vocaboli. 

D) COME PARLARE DI SESSO AI BAMBINI. 
Anzitutto, niente panico, il bambino non ha nessuna malizia. Più si evita il discorso, più il bambino si convince che "questo" è un argomento sconveniente. 
3-6 anni: parole semplici, eventualmente aiutandosi con un libro illustrato. 
7-10 anni: spiegare al bambino come siamo fatti "dentro". Non bisogna "rinviare" il discorso, né sorvolare sui particolari più "imbarazzanti". 
11-14 anni. Una buona idea è tenere in casa un libro che parli di sessualità in modo approfondito. I ragazzi devono arrivare a comprendere che il sesso e' soprattutto, fatto di sentimenti. Parliamo loro dei contraccettivi. 

E) COME AIUTARE I VOSTRI FIGLI A STARE ALLA LARGA DAGLI SPINELLI. 
Se i genitori amplificano la loro angoscia, rischiano di apparire poco credibili e possono paradossalmente indurlo a sfidare l’avvertimento per dimostrare di essere capace di sfidare e superare il problema. 
Il fumo degli spinelli non è indirizzato contro i genitori: essi possono perciò contribuire alla battaglia culturale contro ogni forma di dipendenza. 

F) COME FACILITARE LE VISITE DI VOSTRO FIGLIO DALL'ALTRO GENITORE (vostro EX-CONIUGE). 
-Evitate di criticare il vostro ex con i figli. 
-Parlate in termini positivi del rapporto che il bambino ha con suo padre (o sua madre). 
-Incoraggiate il genitore a telefonare quando vuole. 

G) MOTORINO SI, MOTORINO NO. 
Visto che il genitore e’ responsabile civilmente e moralmente dei danni che il figlio puo’ provocare, eccovi un decalogo (+2), suggerito dal Prof. Giovanni Bollea (Neuropsichiatra): 
1) Portare sempre il casco anche d’estate. 
2) Casco anche per chi trasporti dietro di te. 
3) Non superare mai a destra (anche tu genitore!). 
4) Mai passare con il rosso e fermarsi sempre al giallo (anche tu genitore!). 
5) Rispettare la velocita’ (anche tu genitore!). 
6) Rispettare la velocita’ (anche tu genitore!). 
7) Se manchi al patto 1 e/o 2 ti togliero’ il motorino per 1 mese e 15 giorni. 
8) Per le altre infrazioni 15 giorni di fermo se persisti nell’errore (anche tu genitore!). 
9) Il consumo della benzina deve essere solo un tot alla settimana. 
10) Puntualita’ massima nell’ora stabilita, con la mamma che non deve restare mai in ansia. 
11) Massima cura del motorino: lavaggio e piccola manutenzione che il genitore deve controllare. 
12) Non dimenticare mai di mettere la catena antifurto. 
Questo e’ un esempio di patto etico tra genitore e figlio. Ovvero: l’autostima che il genitore riesce a sviluppare nel figlio puo’ dare i suoi frutti. 

H) VADEMECUM ANTI-PEDOFILI (per i vostri bambini): 
-Dai retta alle tue sensazioni. 
-Non aver paura di fare la figura dello stupido. 
-Agisci in base al tuo senso di pericolo. 
-Se ti rivolgono frasi oscene per strada fai finta di non aver sentito niente, non rispondere.
-Se qualcuno ti segue entra nel negozio piu' vicino, vai nella casa piu' vicina e chiedi di telefonare ai genitori o alla polizia. 
-Se qualcuno ti offre un passaggio o ti chiede una strada non avvicinarti troppo e continua la tua strada. 
-Se sei in autobus o in strada e qualcuno ti molesta vai dall'autista o grida "quest'uomo mi da' fastidio". 
-Non fare jogging da solo, non fare l'autostop. 
-Porta sempre con te una carta telefonica. 
-In casa da soli lascia luci accese in giro e non aprire agli estranei. 

I) TELEVISIONE: DECALOGO, PER  I  GENITORI, 
PROPOSTO DALLA SOCIETÀ ITALIANA DI PEDIATRIA 
l . Consentire la visione dei programmi televisivi per un massimo di 2 ore al giorno. 

2 . Non consentire, ai ragazzi, di guardare la televisione subito prima di andare a dormire e la mattina appena svegli (in particolare se si deve affrontare una giornata scolastica). 
3 . Evitare di utilizzare la televisione come premio-castigo, attribuendole un ‘valore morale" che non  le compete. 
4 . Scegliere insieme ai propri figli i programmi adatti a loro e motivare sempre le esclusioni (divieti immotivati suscitano sempre forte curiosità). 
5 . Essere presenti il più possibile nei momenti in cui i figli guardano la televisione. 
6 . Essere sempre disponibili a parlare con i propri figli di quanto si vede in televisione e anzi cercare di stimolarli a esprimere pareri, gusti, perplessità o timori. 
7 . Prestare grande attenzione alla qualità e quantità di alimenti e bevande che i ragazzi sono portati a consumare mentre guardano la televisione. 
8 . Prestare attenzione alla postura che assumono i ragazzi mentre guardano la televisione (evitare, ad esempio, che lo facciano sdraiati per terra o sul letto) e alla distanza dallo schermo (almeno 2 metri). 
9 . Fornire ai propri figli, quando più possibile, alternative alla Televisione (Sport, passeggiate, letture, incontri con gli amici). Spesso i ragazzi si mostrano attaccati alla televisione perchè rappresenta l’ unico passatempo disponibile.
10 . Essere sempre consapevoli che gli effetti positivi o negativi che possono dipendere dalla televisione derivano non solo dalla qualità dei programmi ma anche dall’ uso che si fa in famiglia del mezzo televisivo. 

L) PARLARE DELLA MORTE AI BAMBINI. 
Non dicendo niente ai bambini, questi restano nell'incertezza e non capirebbero perche' tutti,  improvvisamente, sono diventati tristi. Parlare della morte e' giusto perche', da un lato, tiene vivi gli affetti ed i sentimenti, dall'altro consente al bambino di uscire dal buio della mente che fa piu' paura del buio fisico. Ebbene, non diciamo: " la nonna e' partita per un lungo viaggio". Potremmo far scattare nel bambino un forte senso di abbandono e potrebbe pensare che la nonna e' andata via perche' lui e' stato cattivo. 
Non diciamo: "Sta dormendo un lungo sonno". Al piccolo potrebbe venire la paura del sonno. 
Non diciamo neppure: "E' andata con Gesu'". Potrebbero scatenarsi sentimenti di rancore verso Gesu' che gli ha rubato una persona cosi' amata. 
Diciamo invece con chiarezza: "La nonna e' morta per questo o quel motivo: per malattia, vecchiaia, per incidente". 
Comunque parliamo  al bambino con speranza. Possiamo dire che la nonna e' morta ma continua a volergli bene dal Cielo e che quindi e' buona cosa continuare a ricordarla e pregare per lei. Raccontiamo al bambino quello che faceva e diceva la nonna, mettiamo nella sua cameretta il ritratto sorridente della nonna perche' e' molto importante non lasciare sbiadire nel bambino il ricordo del defunto che ha amato e conosciuto. 
Tutto questo significa attrezzare il bambino ad affrontare le ore tristi e le ore serene della vita. 

M) ANCORA UN DECALOGO ANTI-PEDOFILI ( e non solo ) PER I BAMBINI. 
Non accettate passaggi né in auto, né in moto da sconosciuti, neanche se l’auto o la moto sono quelle sempre desiderate. 
Non fatevi accompagnare o convincere a cambiare strada e destinazione da sconosciuti, neanche se simpatici; la città non è terra di avventura, queste proposte sono pericolose. 
In caso di bisogno rivolgetevi sempre ad adulti che conoscete e in particolare alle persone che abitualmente vedete, incontrate e frequentate: professori, maestri, bidelli, negozianti, vicini, etc. 
Quando organizzate qualcosa con i compagni informatene i genitori, lasciando indirizzo e numero di telefono; nel caso di cambiamenti del programma e della destinazione aggiornateli; un rapporto franco e sincero con i genitori vi può salvare. 
Ricordate che anche giochi innocenti, se ispirati da adulti non conosciuti, possono essere trappole pericolose. 
Diffidate di chi vuole regalare caramelle e quanto altro può essere portato alla bocca, masticato e ingerito. Potrebbe essere impregnato di sostanze stupefacenti. 
Chiedete sempre ai genitori dove potete rintracciarli in caso di bisogno. 

N) RISPETTO DELLE REGOLE. 
I genitori, per far rispettare le regole ai propri figli, non devono puntare sulla privazione di qualche piacere (giochi, uscite, orari) facilmente sostituibili, ma devono far leva piuttosto sul dolore, la delusione, sulla perdita di stima o fiducia nei confronti delle imprese del figlio, che accompagna la punizione. Il castigo deve essere  affettivo e sentimentale; questo sì che è doloroso!